• Facebook Social Icon

© 2017 by Artepozzo

Tommasina

Laura Minuti

Per l'artista genovese Laura Minuti non è un fatto tutto nuovo porre l'attenzione su temi e soggetti maggiormente frequentati dall'immaginario mondo dell'arte in cartapesta,materiale principe, la carta e lo stucco (colle e farina), capace di assumere un'infinità di consistenze diverse. E di realizzare forme scultoree. Forme cariche d'identità, per una prospettiva di analisi-critica, almeno di quelle che sono state, per Laura Minuti, le maggiori polarità tematiche, praticata dalla fantasia e dal realismo di un verismo-veritas, mai scaduto totalmente nell'immaginario popolare, per una sfavillante stagione decennale di impegno critico-storico. Di un'artista duttile, già nella poliedriticità dei suoi personaggi, ("Popolane")decisamente in controtendenza rispetto allo stereotipo femminile. Espressività, sentimento di sincerità, serenità e gioia di vivere, questo trasmettono i suoi personaggi, realizzati distinguendosi, come lei dice: "per la particolare morbidezza delle forme per gli occhi socchiusi". Materiali come il giornale, leggero e povero, per guardare e intuire celate potenzialità di bellezza, in ciò che ci circonda. Per la Minuti qualsiasi oggetto ha un'anima, come osserva G. Morando, parlando del fantasma percepibile della forma che accompagna e alimenta l'oggetto, dativo di vitalità. La carta nasconde potenzialità estetico-funzionali, che la rendono fonte di ispirazione -questa è l'intuizione di Laura - interpretando il mondo di noi stessi. Materiali dunque di riciclo e colle naturali, colori, immaginario e creatività, creazioni di oggetti derivati da un lavoro che l'artista genovese coniuga sapientemente con praticità, solidità, leggerezza, inclusioni e tanta creatività artistica; abile, attenta, paziente, preparazione in ogni sua fase, accompagnano dall'inizio le sue opere, una sfida creativa che l'artista si propone; combinare forme e colori per esaltare preziosità e bellezza. Un messaggio umano, il suo, di un'arte popolare, già nella ricerca antropologico-artistica, utilizzando un materiale di sè vivo, di naturale plasticità, che lo rende estremamente versatile, in senso intuitivo. L'utilizzo di materiali che non terminano il loro ciclo vitale, ma che vengono trasformati, psichizzati attraverso la conducibilità delle mani, dall'abilità, dalla passionalità delle sensazioni e dallo sguardo abile, ricreativo.

Prof. Alfredo Pasolino - Critico internazionale

Tra buio e luce