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Ferdinando Cioffi

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web: www.ferdinandocioffi.com

 

e-mail: ferdinandocioffi@fastwebnet.it

Tel. +39 3486039815

Ferdinando Cioffi “la luce è vita e disegna la vita”.Un motto che guida la sua professione
da quando, ragazzo, decide di partire per
l’America, terra d’origine della madre, per andare a lavorare in California come
assistente di un fotografo di scena.
Il cinema forgia all’ inizio la personalità d’artista, ma è una tappa. Sarà New York
ad attirarlo, per conoscere i maestri di fama internazionale della fotografia e accanto a loro sviluppare le sue potenzialità.

Con la risolutezza che unita a una gentilezza di
altri tempi caratterizza la sua indole, spunta dal black book (la Bibbia della fotografia)
alcuni nomi, li contatta, vive l’esperienza dei grandi studi di Irving Penn e di Richard Avedon. Tornato in Europa, con una macchina fotografica Hasselblad e una Volkswagen
Maggiolino inizia l’avventura che lo porterà nel mondo delle passerelle tra Milano, Parigi, Londra. Importanti riviste vogliono i suoi servizi, in un anno firma trenta copertine.
Scatto dopo scatto, si specializza come ritrattista e va foggiando un archivio fotografico in progress di personaggi famosi del mondo
del cinema, della finanza e dell’arte.
L’essere è complesso e normalmente inafferrabile. Fuori dalla selva delle apparenze,
Cioffi lo fa entrare in un luogo deputato, una sorta di tempio laico preparato specificatamente per ogni occasione, dove ogni dettaglio è un indizio, studiato e disposto per creare il giusto ambiente per inquadrare, contenere e trasmettere l’energia personale che si sprigiona dal personaggio.

Per un istante ferma il mutamento, arresta il magmatico divenire: posa, sfondo, luce e colore
vivono in funzione del manifestarsi, in un lampo, dell’essenza di chi, sguardo nell’ obiettivo, affida se stesso al fotografo. Su un set minimale, un’orchestrazione di luce
tra segni significanti, tutto è pronto per far risaltare quella scintilla che impregna di
senso l’intero essere e che,fugace, si lascia cogliere, al tempo giusto, in brevi illuminazioni.
Quelli di Cioffi non sono mai click rubati, ogni
ritratto è un incontro con un individuo, speciale nella propria singolarità.
Ciascuna foto custodisce il segreto di un attimo che si eterna:“Lei mi sta rubando l’anima” esclama Emanuel Ungaro, temendo arcaicamente il potere di chi è in grado di sottrarre con l’immagine lo spirito di chi è in
posa. Avvicinandolo agli antichi maestri del pennello, artisti come Agostino Bonalumi
e Arnaldo Pomodoro riconoscono in queste composizioni atmosfere che ricordano Vermeer o Rembrandt. Pomodoro, alla vista del suo ritratto assieme ai collaboratori
nell’atelier, chiama senza indugio Cioffi “maestro”.

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