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Anna Rota Milani

CONTATTI

Atelier:

Via Macrino d’Alba 14/50

10133 Torino

mail:

anna.rotamilani@gmail.com

web:

www.annarota-milani.eu

Nata a Gabiano (AL), Anna Rota si trasferisce presto a Torino per motivi di lavoro. La nostalgia delle sue amate contrade ormai lontane e, allo stesso tempo, gli stimoli dovuti alle scoperte monumentali e paesaggistiche della città sabauda, la portano più volte ad accarezzare l'idea della pittura. Idea che si concretizza nel 2008 con il pensionamento, inizialmente quasi una scusa per riempire il tempo e poi, invece, vera passione e canale d'espressione e comunicatività. Da autodidatta si affaccia sola al mondo della pittura scoraggiandosi spesso nei primi momenti sino a prendere una propria consapevolezza d'arte e di capacità espressiva. La stesura del colore non è in Anna un gesto qualsiasi, ma il risultato di una istintualità preveggente, di una capacità di progettazione che lascia tuttavia libera la mano all’estro del momento…Del resto, paradossalmente, si potrebbe osservare che ogni quadro di Anna è un “unicum”: un'esperienza creativa irripetibile poiché nasce e si determina da situazioni e sollecitazioni emozionali e attraverso processi operativi sempre diversi, anche se i risultati finali appaiono sempre perfettamente coerenti. É la pazienza a presiedere lo stile e la tecnica della nostra pittrice: i suoi dipinti sono infatti il frutto di una lenta ed accanita elaborazione della materia attraverso una serie di stesure successive, di complessi impasti cromatici, spesso poi abrasi sin quasi alla tela, in modo da ottenere straordinari effetti di trasparenze e di levità luministiche che puntualmente rispondono all'intuizione poetica d'avvio.Anna dipinge e disegna per un interiore bisogno di esprimere un suo silenzioso amore per le creature più diseredate e sofferenti, con un semplice e pudico segno, quasi timoroso di turbare quel po' di vivo e di vero che tormenta, annulla o trasfigura, abbellisce o deteriora la forma della creatura. Quindi un devoto rispetto e dell'uomo e della cosa, di cui cerca di cogliere i significati meno esteriori, più naturali, spontanei e, direi, comuni, nel senso che un modo di essere comune a volte può essere il meno comune perché il più negletto e dimenticato. Un diario di impressioni tra memoria e realtà condotto sul filo di una poesia lieve, dettato da una sua particolare e personale carità intima che conquista la nostra simpatia. 

Collina d'inverno

Ponte Vecchio